Star Trek: Strange New Worlds – season 3

Star Trek: Strange New Worlds – season 3

di Alessio Candeloro

A praticamente un anno dalla sua trasmissione, nelle ultime settimane ho visto la terza stagione di SNW.

Posso dire che mi sono piaciuti tutti gli episodi.
Li ho trovati davvero belli ma, soprattutto, ben scritti. Anche i personaggi che magari nelle prime due stagioni non mi piacevano in particolar modo mi sono piaciuti.
Ogni episodio aveva un suo perché che si è incastrato perfettamente con gli altri.
Tra l’altro, posso dire di essere stato fortunato a non beccare spoiler in questi 11 mesi, quindi era tutta una sorpresa.

L’episodio con l’equipaggio umano di quella nave di classe XCV che nei secoli era cambiata, come gli umani al suo interno, è stata davvero un colpo allo stomaco.
L’episodio di Ortegas, bloccata su un pianeta con un Gorn per una trama, a parti inverse, del mitico film del 1985 con Dennis Quaid “Il mio nemico”, spettacolare. Praticamente uno stand alone magistrale.
E poi, l’ultimo episodio in particolare, mi ha fatto provare diverse emozioni.
Non solo si è trovato un modo per sconfiggere la minaccia di turno, ma non sono serviti combattimenti spaziali o a mani nude con mille mosse di arti marziali. Era il bene, contro il male, anzi, il Male.

E il bene, nella persona di Marie Batel, si sacrifica, nel passato, presente e futuro, non solo per sconfiggere il Male, ma per fare da eterna guardiana, sacrificando la cosa a cui teneva di più: Pike.
E consapevole di questo, regala al suo amore un dono grandissimo. La visione, i ricordi, le esperienze, le gioie, le attese (scandite dalle bussate alla porta) di una vita assieme.
Costruendo una famiglia, avendo una carriera nella Flotta, avendo una figlia che poi si sposa, sopravvivendo al terribile destino che è lì ad attendere Pike come un avvoltoio.
E quando questo destino non accade, lui è sconcertato. Cosa farà adesso?
E lei è lì a dirgli che non saperlo è una cosa buona. Lei poi, nel suo letto muore e la bussata alla porta ci riporta alla realtà.
Tutto torna come anni prima, nella prigione del Male. e lui è conscio del sacrificio che lei compie.

Un finale dolce amaro che, per quanto mi riguarda, ha fatto scendere delle lacrime.
Come un anno fa quando non l’ho vista e non riuscivo a vedere questa stagione.
Un cerchio personale che si chiude probabilmente.

Per alcuni, questi ricordi di Pike e Batel, fanno subito pensare all’episodio di TNG “Una vita per ricordare”, episodio bellissimo, emozionante e, nella sua diversità, molto fantascientifico.
Ma il finale della terza stagione di SNW, secondo me, ha qualcosa in più.
Non è il “semplice” racconto di una razza che non vuole essere dimenticata e usa qualcuno come “spettatore/giocatore” di una realtà alternativa, di un programma del ponte ologrammi.
Perché Picard non era Picard, era Kamin, un vero ressicano.

In SNW Pike è Pike, Batel è Batel, vivono in pochi istanti, grazia ai poteri di lei, quella vita che avrebbero dovuto vivere insieme se il destino della donna non fosse stato quella di protettrice e guardiana del Male.
E credo che lei abbia fatto questo anche perché sapeva esattamente cosa sarebbe successo a Pike dopo qualche anno, nella realtà.
Una vita costretto dentro una macchina potendo dire solo si e no con il suono di un bip.
Un destino accettato da Pike, ma lei, credo volesse che lui potesse avere dei ricordi migliori, di una vita migliore, di un amore grande e intenso.
Quei ricordi che avrà anche lei e, probabilmente, la aiuteranno a contenere il Male.

Questa stagione credo, sempre per i miei gusti, una delle migliori stagioni di tutto il franchise e questo ultimo episodio finisce direttamente nella mia top ten degli episodi di Star Trek.
Per un attimo, ma è stato solo un attimo (cit,), ha sfiorato quello che io considero il miglior episodio in assoluto di Star Trek, “La coscienza di un ufficiale” di DS9. E ho detto tutto.

Ovviamente quelli scritti qui sono miei pensieri. Ci sarà sicuramente chi la pensa diversamente e rispetterò sempre questa cosa.

Ora attendo la quarta stagione il 23 luglio con trepidazione.

P.S. Se ci fosse Matalas come showrunner e gli sceneggiatori della terza stagione di SNW a creare Star Trek: Legacy, credo che verrebbe qualcosa di stupendo.

 

I klingon nelle nuove produzioni Trek

I klingon nelle nuove produzioni Trek

Le recenti serie di Star Trek prodotte sono la dimostrazione di quanto i Klingon siano amati nel mondo trek.
Per la gioia nostra e di tutti gli appassionati del glorioso popolo abbiamo visto molte cose klingon nelle serie animate Prodigy e, soprattutto, Lower Decks.

Beckett Mariner (Star Trek: Lower Decks) vanta amicizie nell’ambiente dell’Impero, e lo scopriamo fin dal primo episodio in cui brandisce una bat’leth ricevuta, racconta lei, da un vecchio klingon.
Nel secondo episodio della prima stagione conosciamo il generale K’orin, un klingon amico di vecchia data di Mariner, e non mancano vino di sangue, canzoni cantate ad alta voce e gagh.

Nella seconda stagione un episodio ha perfino un titolo Klingon e racconta i ponti bassi di un Bird Of Prey!
La terza stagione ci mostra Mariner e i suoi amici impegnati in un gioco di società, con tanto di accessori e costumi per interpretare dei klingon.
Fa la sua apparizione il mitico generale Martok, anche se solo in versione virtuale come master del gioco.

Queste sono solo alcune delle cose klingon che si vedono in Lower Decks, a voi il divertimento di scovarle tutte.

Anche in Star Trek: Prodigy si vede qualcosa di klingon, sebbene la serie (o almeno la prima stagione, l’unica prodotta fino ad oggi) sia principalmente ambientata in una zona della galassia lontana da settori e pianeti più noti.

Nel primissimo episodio un cenno lo vediamo in alcuni ologrammi che mostrano parole scritte in caratteri klingon.

Nell’episodio “Terraformazione” (S1EP5) i protagonisti trovano riparo in un Bird Of Prey abbandonato, forse precipitato, su un pianeta di classe M.
Mangiano razioni di cibo klingon e trovano anche un mek’leth che poi decidono di portare con sé.

Nell’episodio successivo, dal titolo rivelatore “Kobayashi Maru”, Dal affronta il famoso test dell’accademia in una simulazione disponibile sul ponte ologrammi della nave U.S.S. Protostar, in cui i Klingon ovviamente fanno la parte dei cattivi.

 

E nel tanto apprezzato Star Trek: Strange New Worlds? Dove sono i klingon?
Si parla di klingon, si fanno battute sui klingon, sappiamo che ci sono ma… non si vedono!
Non ancora per lo meno, aspettiamo fiduciosi.

Michela Barotto