Star Trek: Strange New Worlds – season 3

Star Trek: Strange New Worlds – season 3

di Alessio Candeloro

A praticamente un anno dalla sua trasmissione, nelle ultime settimane ho visto la terza stagione di SNW.

Posso dire che mi sono piaciuti tutti gli episodi.
Li ho trovati davvero belli ma, soprattutto, ben scritti. Anche i personaggi che magari nelle prime due stagioni non mi piacevano in particolar modo mi sono piaciuti.
Ogni episodio aveva un suo perché che si è incastrato perfettamente con gli altri.
Tra l’altro, posso dire di essere stato fortunato a non beccare spoiler in questi 11 mesi, quindi era tutta una sorpresa.

L’episodio con l’equipaggio umano di quella nave di classe XCV che nei secoli era cambiata, come gli umani al suo interno, è stata davvero un colpo allo stomaco.
L’episodio di Ortegas, bloccata su un pianeta con un Gorn per una trama, a parti inverse, del mitico film del 1985 con Dennis Quaid “Il mio nemico”, spettacolare. Praticamente uno stand alone magistrale.
E poi, l’ultimo episodio in particolare, mi ha fatto provare diverse emozioni.
Non solo si è trovato un modo per sconfiggere la minaccia di turno, ma non sono serviti combattimenti spaziali o a mani nude con mille mosse di arti marziali. Era il bene, contro il male, anzi, il Male.

E il bene, nella persona di Marie Batel, si sacrifica, nel passato, presente e futuro, non solo per sconfiggere il Male, ma per fare da eterna guardiana, sacrificando la cosa a cui teneva di più: Pike.
E consapevole di questo, regala al suo amore un dono grandissimo. La visione, i ricordi, le esperienze, le gioie, le attese (scandite dalle bussate alla porta) di una vita assieme.
Costruendo una famiglia, avendo una carriera nella Flotta, avendo una figlia che poi si sposa, sopravvivendo al terribile destino che è lì ad attendere Pike come un avvoltoio.
E quando questo destino non accade, lui è sconcertato. Cosa farà adesso?
E lei è lì a dirgli che non saperlo è una cosa buona. Lei poi, nel suo letto muore e la bussata alla porta ci riporta alla realtà.
Tutto torna come anni prima, nella prigione del Male. e lui è conscio del sacrificio che lei compie.

Un finale dolce amaro che, per quanto mi riguarda, ha fatto scendere delle lacrime.
Come un anno fa quando non l’ho vista e non riuscivo a vedere questa stagione.
Un cerchio personale che si chiude probabilmente.

Per alcuni, questi ricordi di Pike e Batel, fanno subito pensare all’episodio di TNG “Una vita per ricordare”, episodio bellissimo, emozionante e, nella sua diversità, molto fantascientifico.
Ma il finale della terza stagione di SNW, secondo me, ha qualcosa in più.
Non è il “semplice” racconto di una razza che non vuole essere dimenticata e usa qualcuno come “spettatore/giocatore” di una realtà alternativa, di un programma del ponte ologrammi.
Perché Picard non era Picard, era Kamin, un vero ressicano.

In SNW Pike è Pike, Batel è Batel, vivono in pochi istanti, grazia ai poteri di lei, quella vita che avrebbero dovuto vivere insieme se il destino della donna non fosse stato quella di protettrice e guardiana del Male.
E credo che lei abbia fatto questo anche perché sapeva esattamente cosa sarebbe successo a Pike dopo qualche anno, nella realtà.
Una vita costretto dentro una macchina potendo dire solo si e no con il suono di un bip.
Un destino accettato da Pike, ma lei, credo volesse che lui potesse avere dei ricordi migliori, di una vita migliore, di un amore grande e intenso.
Quei ricordi che avrà anche lei e, probabilmente, la aiuteranno a contenere il Male.

Questa stagione credo, sempre per i miei gusti, una delle migliori stagioni di tutto il franchise e questo ultimo episodio finisce direttamente nella mia top ten degli episodi di Star Trek.
Per un attimo, ma è stato solo un attimo (cit,), ha sfiorato quello che io considero il miglior episodio in assoluto di Star Trek, “La coscienza di un ufficiale” di DS9. E ho detto tutto.

Ovviamente quelli scritti qui sono miei pensieri. Ci sarà sicuramente chi la pensa diversamente e rispetterò sempre questa cosa.

Ora attendo la quarta stagione il 23 luglio con trepidazione.

P.S. Se ci fosse Matalas come showrunner e gli sceneggiatori della terza stagione di SNW a creare Star Trek: Legacy, credo che verrebbe qualcosa di stupendo.

 

I KLINGON SBARCANO AD ARENZANO

I KLINGON SBARCANO AD ARENZANO

di Alessio Candeloro

Nei mesi scorsi Italian Klinzha Society è stata invitata a partecipare alla prima edizione di “RenSen Comics 2026”.

L’evento ha avuto luogo il 2 e 3 maggio nel Parco Negrotto Cambiaso del comune di Arenzano (GE), un luogo incantevole dove la manifestazione si è svolta su tutti i livelli del parco fin dentro la villa al centro di esso, sede del comune.

Nella sala consiliare del comune abbiamo tenuto un Talk dal titolo “Oltre Star Trek: Un Viaggio nell’Impero Klingon”.

Per 45 minuti abbiamo parlato del popolo che più ammiriamo all’interno della saga, raccontando della nascita di Star Trek, di Gene Roddenberry, della Federazione e della Flotta Stellare.
Ma il cuore del nostro Talk sono stati: l’origine dei klingon, il contesto in cui si sviluppano le loro storie, a chi si fossero ispirati gli autori nel crearli, la loro società, ovviamente il cibo e la tanto temuta lingua klingon.

Per finire abbiamo parlato ovviamente della nostra associazione e di tutto quello che facciamo nelle varie fiere, comics e convention da quasi 25 anni per far conoscere il popolo e la cultura klingon in tutte le sue forme.

A RenSen Comics la partecipazione al nostro Talk è stata di buona e il pubblico ci ha ascoltato con attenzione.
È stata davvero una bella esperienza in un contesto meraviglioso.

Per l’invito e la bella organizzazione, vogliamo ringraziare Francesco Parrotta ed Eleonora Ronconi, che si sono prodigati perchè avessi tutto il necessario per la buona riuscita del Talk.

Ringraziamo anche gli intervenuti e speriamo di ripetere il prossimo anno l’esperienza.
Grazie RenSen 2026, Qapla’!!

 

Se volete rimanere aggiornati sulle prossime edizioni della manifestazione seguite gli account ufficiali:
Instagram e Facebook

Foto di Pamela Gallio e RenSen Comics

Kronos One

di Alessio Candeloro

I giorni dell’Onore. Solo così si possono definire i tre giorni della Starcon appena conclusa.
La Kronos One è stata visitata da praticamente tutti i frequentatori della convention.
Ogni tanto spuntavano anche gli ospiti della Starcon al nostro banco come Leonardo Patrignani, Richard Price e quel vulcano di energie e grande cantante di Harry Waters Jr., Vi ricorderete di lui per aver interpretato il mitico Marvin Berry di Ritorno al Futuro.

La nostra associazione ha tenuto ben due conferenze durante la tre giorni della kermesse di fantascienza.
Una, molto ben articolata, sulla musica klingon tenuta da Claudio Sonego.
La conferenza ha cercato di capire in che modo sia stata creata la musica klingon comparando alcuni generi musicali a cavallo tra 19° e 21° secolo. Inoltre, non solo ha cercato di “spiegare” la musica che i klingon ascoltano nelle varie serie, ma si è anche soffermato sulle colonne sonore utilizzate per i klingon in tutte le serie e i film. Insomma, una conferenza a tutto tondo e davvero interessante.

 

La seconda conferenza, tenuta da Alessio Candeloro, verteva su qualcosa di diverso.
Partendo da una premessa fantasiosa, l’autore ha descritto la possibilità di dare una occhiata ad universi paralleli al nostro. Ovviamente lo strumento per vedere questi universi, il Cronovisore Multiversale, è stato creato dai servizi segreti klingon.
Nell’ora a disposizione si è parlato di 4 universi diversi che questo dispositivo ha mostrato con molto divertimento da parte del pubblico.
È stato divertente creare questi universi alternativi usando, come succede in alcuni episodi di Star Trek, alcuni personaggi per vederli in modo diverso. Essendo una associazione klingon la narrazione degli universi si sono concentrate sugli eventi che hanno coinvolto l’Impero e i suoi abitanti, specie i più famosi.

Ma la Kronos One non è solo conferenze. I nostri soci si sono anche vestiti e truccati da Klingon passeggiando tra i partecipanti nelle varie sale e corridoi del Palazzo del Turismo di Bellaria dove si svolgeva la convention.
Ma non ci siamo limitati a quello. Il sabato sera c’è stata l’Invasion Bellaria e i klingon non potevano mancare. E ci siamo fatti anche la foto con il Sindaco!

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Altre attività della Kronos One che abbiamo proposto alla convention sono state:

  • Il “Quiz Klingon” tlhIngan qaD, che con le sue 25 domande di difficoltà crescente, mette sempre a dura prova i partecipanti che provano a rispondere a tutti i quesiti., vinto da Marco Bacci che ha risposto correttamente a 21 domande, complimenti!
  • Le lezioni di bat’leth, la spada klingon, che quest’anno hanno visto l’aggiunta del mok’bara, l’arte marziale di Kronos e anche una piccola spiegazione sulla costruzione e sul come utilizzare la bat’leth e l’affinità con alcune armi di altre specie del quadrante alfa.
  • La lezione di lingua e (quest’anno) canto Klingon che tanto ha fatto divertire. A detta di tutti: Peccato che fosse una sola lezione. Il Professore Davide Candeloro ha davvero creato una lezione divertente e coinvolgente. Molte le risate e, come dice l’insegnante, gli sputacchi; “Perché, se vuoi parlare klingon devi sputacchiare.”
  • Il klinzha, il gioco da tavolo di strategia che dà il nome alla nostra associazione
  • Il concorso di Fantamodellismo che ci sorprende sempre con i modelli proposti, di cui trovate la photogallery e i vincitori qui.

E ora passiamo alle sensazioni.

Quelle provate durante questa Kronos One sono state davvero molte.
Nonostante i locali del Palazzo del Turismo fossero più piccoli di quelli a cui siamo stati abituati negli anni, hanno reso questa convention, e non parlo solo per il gruppo I.K.S., più intima, più unita e meno dispersiva. Era tutto compatto ma questo credo sia stato uno dei punti forti.

Ma tornando alle sensazioni possiamo dire che è stato davvero bello girare per la convention con il costume klingon e fare foto con i fan.
Se dovessi descrivere il momento più bello sarebbe sicuramente il seguente:
Stavo girando per le sale e sulle scale quando incrocio una donna che mi si avvicina. Penso subito all’ennesima foto che mi verrà richiesta e dovrò sfoggiare il mio miglior grugnito klingon. E invece mi fa una richiesta a cui non avevo minimamente pensato.
“Potresti venire fuori a fare una foto con le mie nipotine? Stanno arrivando e vorrei che facessero la foto con te. Posso chiederti un favore?”
“Certo”
“Potresti sorridere? Così non si spaventano. È la loro prima convention.”
Così esco con lei e vedo che ci arrivano incontro due genitori e le nipotine della donna che mi ha chiesto la foto.
Pensavo si sarebbero un po’ spaventate in effetti, ma invece si sono avvicinate, mi hanno salutato e stretto la mano.
Essendo un onorevole klingon devo dirvi che ho fatto il klingon più allegro e buono del solito ma solo perché con i bambini anche i klingon diventano più pucciosi. Ma non ditelo a nessuno.

È stata una bella esperienza e una bella sensazione fare le foto con quelle bimbe che vedevano questo klingon grande e grosso e non si spaventavano. Spero che abbiano apprezzato anche il resto della Kronos One e della Starcon. Chissà, magari l’anno prossimo torneranno a farsi una foto con me e tutti gli altri klingon di I.K.S.

Come ogni anno, verso fine convention, abbiamo premiato i vincitori dei vari concorsi che si sono svolti alla Starcon durante un panel dedicato.
Alla cena di gala della domenica sera, il tavolo di I.K.S. è stato uno dei gruppi più casinisti di tutti (come da tradizione).
Brindisi, canzoni klingon e tante risate. Con Harry Waters Jr., che ogni tanto passava dal nostro tavolo come un vero intrattenitore, abbiamo gridato molti “Qapla’!!” e con Robert Picardo, il MOE della Voyager, abbiamo intonato una canzone che si ricordava di aver cantato in un episodio di Star Trek: Voyager, la “Drinking klingon song”. È stato davvero fantastico.

E poi, purtroppo, anche per questa edizione è giunta la fine. Il pubblico è andato via, gli ospiti anche e tutta la roba è stata riposta negli scatoloni.
Il lunedì mattina siamo ripartiti per tornare a casa felici e tristi allo stesso modo.
Felici perché la Kronos One e la Starcon sono andate bene e ci siamo molto divertiti. Tristi perché era finita.
A volte tre giorni volano più velocemente di quanto uno vorrebbe. La Kronos One è una di quelle cose.
Ma sapete qual è la cosa bella? La cosa che più ci fa tornare il sorriso?
Che la Kronos One e la Starcon saranno lì ad attenderci il prossimo anno.
Questo vale per noi che animiamo la convention e vale anche per tutte quelle persone che verranno a trovarci.
Qapla’!

Star Trek: Picard – 2×10

Star Trek: Picard – 2×10

di Alessio Candeloro

Star Trek: Picard – 2×10

Ed eccomi a voi per parlare dell’episodio 2×10 “Farewell”.
Ultimo episodio per questa seconda stagione di Star Trek: Picard.
Diciamo che alcune cose che avevo ipotizzato si sono avverate, per altre gli sceneggiatori hanno pensato in maniera diversa (che poi, diciamolo, come si permettono 😂😂) e ci sono state 2-3 scene o situazioni che non mi aspettavo che mi hanno fatto esclamare “Woooooooooooooo 😮😮😮” (e qui, bravi sceneggiatori, mi piace quando riuscite a sorprendermi).
Partiamo da Rios. Era quasi ovvio e scontato che sarebbe rimasto con Teresa e Ricardo. Però, visti i tumulti degli asili distrettuali (i nostri eroi si sono mancati di qualche mese con Sisko & Co.), la terza guerra mondiale scoppiata da lì a qualche decennio e altri fatti sanguinosi di quei decenni, credevo che Rios avrebbe portato loro nel 25° secolo. Ma, visto il grande contributo che Ricardo porterà all’umanità, direi che ha fatto bene a restare nel 21° secolo.
Raffi e Sette finalmente consolidano la loro relazione e aiutano a chiudere la faccenda sia nel passato che nel futuro. E poi, diciamolo, Sette promossa sul campo (credo capitano) ci sta anche bene. Alla faccia di quelli che hanno respinto la sua domanda di entrare nella Flotta. Spero di vederla, nella prossima stagione, con la divisa della Flotta. Al comando della Stargazer, con Raffi come primo ufficiale ed Elnor assegnato alla loro nave.
Però, diavolo, la prossima stagione voglio vedere anche l’Enterprise (almeno la 1701-F)!
Elnor (risorto e sulla USS Excelsior) è stato il regalo di Q per Raffi. E mi fa piacere che possa continuare la sua carriera nella Flotta. Già me lo vedo: Capitano Elnor, della USS Picard 😊.
Jurati è riuscita a completare la sua missione (apparentemente), cioè costituire una collettività Borg più… buona?!
Ma quanto sarà vasta questa collettività? Per ora abbiamo visto un solo vascello, seppur enorme, ma non una flotta di navi Borg come, per esempio, ci siamo abituati a vedere in VOY. Quelle si che erano flotte di cubi Borg che ti facevano venire i brividi.
Tra l’altro pensavo che questa collettività di Jurati non cancella né modifica nulla rispetto a ciò che sappiamo sui Borg e che ci viene raccontato durante le altre serie. Ma su questo credo che farò un post dedicato.
Comunque Jurati Queen ci, immagino, introduce ciò che vedremo nella prossima stagione. Un immenso varco (che ha subito sputato una quantità di energia da distruggere un settore per formarsi. Giusto per dare il buongiorno) che, ha detta di Jurati Queen, nasconderebbe una minaccia letale. Strano. Non si può mai stare tranquilli.
La nostra amica Borg chiede di entrare a far parte della Federazione e di rimanere a guardia del varco. La risposta non ci è pervenuta ma, credo che il personaggio di Jurati Queen (che con il trucco a me ricordava molto il Robocop di Peter Weller quando si toglie il caschetto😂) la rivedremo. Anche perché, vista la sua richiesta, non credo sparisca. Non avrebbe senso.
Renée Picard fa il suo dovere. Scopre ciò che deve e verrà ricordata nei secoli. Però è stato bello il suo incontro con Tallin. Come una zia che protegge la nipote perché non ha nessun altro.
Tallin si sacrifica e questo mi è dispiaciuto. Ero convinto che Kore avrebbe preso il posto di Renée. Anche per vedere la sofferenza di Soong quando si accorge di aver ucciso il proprio esperimento. E non dico figlia intenzionalmente perché per lui, secondo me, quel ruolo era solo una recita.
Ma la morte di Tallin fa proprio capire a Picard i suoi sentimenti per Laris (e finalmente direi).
Kore mi ha sbalordito. Distrugge quasi tutto il lavoro di suo padre. Ma non fa un lavoro completo purtroppo. Ma grazie a lei ci vorranno anni prima che Adam Soong possa creare altri danni. E credo lo farà. Il fascicolo “Progetto Khan” non credo sia solo un collegamento al lavoro che farà il suo discendente Arik Soong, visto in ENT. È una sensazione. Vedremo più avanti (e non credo in Picard) se avrò ragione.
Poi Kore viene contattata da…. rullo di tamburi… Wesley Crusher😊😊 Questa idea mi è piaciuta un sacco e sapere che i Viaggiatori sono i “superiori” di persone come Gary Seven e Tallin (quindi sono loro l’organizzazione descritta da Seven e Tallin) è elettrizzante. Che Kore venga reclutata non mi dispiace affatto e apre le porte ad un eventuale ritorno del personaggio (ma non in Picard).
Rivedere Wesley mi è piaciuto ma, sapere che è nei Viaggiatori, significa che per la seconda volta lascia la Flotta Stellare (l’ultima volta che lo abbiamo visto era al matrimonio di Riker e Deanna con la divisa e il grado di guardiamarina). Ma forse è meglio che controlli la linea temporale.
Ma, pensandoci, in Star Trek abbiamo tanti gruppi che controllano le linee temporali:
– I viaggiatori
– Il gruppo di Daniels (visti in ENT)
– La divisione della Flotta (Braxton & Co.) visti in VOY
– Le indagini temporali (visti in DS9) ma quelli arrivano sempre dopo e, probabilmente, sono soggetti ai cambiamenti temporali.
Insomma, un bel po’ di gente. Chissà se si parlano tra agenzie. Boh. Come dice Janeway: “Mi viene il mal di testa”.
Guinan invece conferma che sapeva tutto nei primi episodi ma non poteva dire nulla a Jean-Luc nonostante, in bella mostra nel suo locale, c’era una foto di Rios con Teresa e Ricardo. Allarme spoiler 😂😂. Quindi la Guinan del 21° secolo ricordava perfettamente Picard (incontrato nel 19° secolo) ma ha fatto finta di non conoscerlo. Quindi, essendo andati nel passato prima dell’evento scatenante della linea temporale della Confederazione, lei lo riconosce ma fa finta di non conoscerlo. Quindi gli eventi di TNG erano accaduti (come dicevamo io e alcuni altri) 😊😊.
E poi ci sono Q e Picard. Eternamente rivali ma sempre con un grande legame (non i Fondatori) tra loro. Finalmente, dopo più di 30 anni, ammettono che si vogliono bene. E questo è stato davvero bello. Lo sapevamo tutti, ma sentirglielo dire e vedere quell’abbraccio è stato davvero emozionante. E Picard, finalmente, raggiunge Laris. Lasciata a inizio stagione senza nemmeno un biglietto, un video olografico, un messaggino subspaziale. Lei ovviamente si prepara per lasciare Chateau Picard e il nostro eroe. Ma lui, a suo modo, le chiede una seconda possibilità. Per un attimo mi è venuto in mente il film Notting Hill, con Picard al posto di Hugh Grant: “Mi scusi signorina Laris. Ma se questo Picard si accorgesse di essere stato un ca****ne avariato, lei ci ripenserebbe?” 😂😂😂
In conclusione il finale di questa stagione lo considero uno dei più belli visti finora. Ha lasciato aperta la minaccia di cui veniamo avvisati dai Borg ma, a livello umano, tutto si chiude. Specie la paura di amare di Picard.
Un perfetto mix di azione, spiegazioni e sentimenti. Pronti (e non vedo l’ora) ad immergerci nella prossima stagione che, speriamo tutti, arrivi presto.
Come ogni finale di stagione io vi saluto e vi ringrazio per aver letto i miei post, aver discusso con me e con gli altri e aver teorizzato eventi e situazioni durante la stagione. Ci vediamo alla prossima stagione! 😊🖖😊🖖
Star Trek: Picard – 2×09

Star Trek: Picard – 2×09

di Alessio Candeloro

Star Trek: Picard – 2×09

Ed eccomi a voi per parlare dell’episodio 2×09 “Hide & Seek”.
Ritorna Elnor con la sua infallibile spada e, anche se è solo la sua versione olografica (con tanto di emettitore autonomo), è stato carino che avesse al suo interno i ricordi del vero romulano e che togliesse quel peso dal cuore di Raffi che si sentiva tremendamente in colpa. Rios è a un passo dal rimanere nel 2024 anche se il dovere ancora guida le sue scelte. Tallin direi che si conferma uno dei miei personaggi preferiti di questa stagione. Ottima nel far uscire Picard dal suo “blocco” mentale e davvero brava col fucile a energia. Raffi e Sette, nelle scene d’azione mi sono piaciute un sacco. Bella chimica tra le due. Spiner (Adam Soong) sta dando una bella prova (come fece in ENT interpretando Arik) nel ruolo di cattivo. E vedere il volto di Data che vuole uccidere Picard, mi fa tornare alla mente il buon vecchio Lore.
Il gruppo militare “borghizzato” da Jurati è proprio un’ombra dei veri droni borg. E meno male, altrimenti con un fucile, un phaser, una spada e dei coltelli, la resistenza dei nostri sarebbe stata davvero “inutile”.
Discorso tra Jurati e Regina Borg. A mio parere ci sta tutto. Non la trovo una forzatura ma bisogna capire quanto questo influenzi i Borg del nostro universo, se li influenza. In teoria dovrebbe, visto che nei primi episodi si è detto che ogni Regina ha un collegamento interdimensionale con le altre. Staremo a vedere nell’ultimo episodio e nelle serie future. Sicuramente andrà bloccato ciò che ha portato i nostri eroi nel passato della linea della Confederazione. L’autodistruzione innescata da Picard? L’intervento di Q? Un qualcosa che ci verrà svelato nell’ultimo episodio? Vedremo.
Sulla questione “ci devono essere 2 Renée”, credo che una delle due sarà Kore. Cercherà di fermare suo padre (che vuole sabotare la Missione Europa) e, in qualche modo, farà coincidere il suo DNA con quello della Renée che deve morire. Ma questa è una mia teoria.
Contento del fatto che Sette è tornata Sette con i suoi impianti, anche se su questo ho un piccolo dubbio.
Ma, le due cose che più mi hanno sorpreso sono che la Regina si è portata via l’unico mezzo di trasporto per tornare nel futuro. E, in più, si è portata nel quadrante Delta il corpo di Elnor 🤔
E ora Picard. Jean-Luc. Il suo segreto. La cosa che più lo ha addolorato e che ha nascosto persino a se stesso.
Nell’episodio di TNG “Dove nessuno è mai giunto prima” (1×06) vediamo Picard parlare con la sua anziana madre che gli dice di sedersi accanto a lui e prendere insieme del té. Poi, lo stesso Picard, parla di quella visione, di quel “ricordo”, con Riker.
Ma in questa puntata di PIC scopriamo che la madre si è suicidata in giovane età. Molto prima di diventare una donna anziana dai capelli bianchi.
Tutti a urlare che non era possibile, non era canon, gli sceneggiatori si erano sbagliati e anche di grosso.
Ma se questa stagione di PIC ci ha insegnato qualcosa (forse sarebbe meglio dire l’intera serie) è che il nostro capitano sta affrontando tutte le sue paure e, come ogni bambino che può soffrire di un tale trauma, si è creato un ricordo (la madre anziana) per alleviare il dolore. Io ho trovato la cosa più che buona. Si poteva dare meno risalto alla parte introspettiva del personaggio nella serie? Forse si. Ma, da quello che disse Stewart a inizio progetto, forse era proprio lì che lui voleva arrivare. Se così fosse, ci sta riuscendo. Tutt’al più, se vogliamo capire questa serie dovremmo considerare questo: ha affrontato la paura di invecchiare, di sentirsi inutile, di morire, di avere un lato oscuro, di amare, e la paura generata dai ricordi di un’infanzia segnata da un grande dolore. Quale paura affronterà nella terza stagione?
Questo discorso, questo modo di programmare una stagione può piacere o no. Però, secondo me (e non ho la verità in tasca), completa il personaggio di Jean-Luc Picard.
Noi ci sentiamo al prossimo, ultimo, episodio. 😊🖖😊🖖