fantazone_maintittle
recensioni_film_tvseries

Il massacro dei brutti ragni cattivi



Romanzi e film hanno necessità narrative differenti in quanto i mezzi utilizzati per narrare una vicenda sono totalmente diversi, questo può spiegare in parte perché da buoni romanzi non sempre si ottengano buoni film, o vice versa, il resto è dato dai fattori umani di produzione: produttore, regista, sceneggiatori, attori, tecnici pre e post produzione, costumisti, fotografi ecc.

In queste poche pagine proverò a mettere a confronto la versione filmica di Starship Troopers con l’omonimo romanzo di Heinlein da cui è tratta.

Fanteria dello Spazio si svolge in un futuro non precisato, ma di alcuni secoli posteriore al ventesimo secolo, in cui la razza umana ha colonizzato diversi pianeti creando una Federazione. Nella sua espansione verso nuovi mondi l’umanità è venuta a contatto con la razza aliena degli Aracnidi (o semplicemente ragni), contro cui nasce una guerra che fa da sfondo al romanzo, ma è in primo piano nel film. La vicenda racconta della carriera militare del giovane Johnny Rico, che da studente, tra un massacro e l’altro, passa da soldato semplice ad ufficiale.

E qui finisce la storia comune alle due opere.

Lo sceneggiatore del film sembra aver letto solo il primo capitolo e l’ultimo del libro, la parte centrale delle due opere è totalmente diversa, il film snatura completamente l’opera letteraria. Per capire quanto, cominciamo a dare prima un po’ di numeri.

L’edizione che ho letto consta di 293 pagine, di queste solo le prime 38 e le ultime 40 descrivono scene d’azione e scontri corpo a corpo con i ragni, tutto quello che sta in mezzo è dedicato all’addestramento e alla carriera militare del giovane Rico.

Il film si basa su quella ottantina di pagine di guerriglia e per il resto reinventa la storia da capo a piedi.

Si può dire che nel il film, al contrario del romanzo, più della metà della storia vede i protagonisti impegnati in battaglia ed il resto è dedicato allo sviluppo delle relazioni tra i personaggi.

Il film ricrea anche i personaggi cambiando sesso ad alcuni, inventandone altri, o fondendo in un unico personaggio due o addirittura tre individui che nel testo erano distinti.



Johnny Rico è il protagonista indiscusso di entrambe le versioni e se caratterialmente il personaggio del romanzo non è l’agguerrito e iracondo soldato del film, fisicamente dai pochi indizi che fornisce lo scrittore, il Johnny letterario è ben lontano dall’avere la mascellona squadrata di Casper Van Dien.


Il romanzo è scritto in prima persona, il lettore affronta le vicende dal punto di vista di Johnny attraverso le sue perplessità ed i suoi dubbi, ma egli parla poco di sé per sua stessa ammissione, descrivendosi come un testone, scimmione, poco portato per la matematica, ma un buon soldato che sa obbedire e combattere restando fedele agli ideali militari che gli sono stati inculcati. Del suo aspetto sappiamo solo che porta i capelli cortissimi, quasi rasati a zero per comodità.


Il film trasforma Rico in un abitante di Buenos Aires, rendendo così più credibile la sua rabbia e voglia di vendetta quando la città viene completamente rasa al suolo dai Ragni. Rico non perde solo i suoi genitori, ma presumibilmente anche tutti gli amici ed i parenti oltre alla città stessa. Nulla viene detto delle origini della famiglia di Rico, che più che argentina, sembra una comune famiglia made in USA.

Il libro non è meno generoso con gli indizi, solo a metà della vicenda abbiamo conferma del fatto che il nome del protagonista è Juan Rico, figlio di Emilio Rico; e solo nella quart’ultima pagina del romanzo scopriamo che la lingua parlata in casa Rico è il tagalog… Avreste mai detto dal film che Johnny è filippino?

Il libro non specifica dove viva Johnny, ma come dice il protagonista stesso “Buenos Aires non era la mia città”. Anche nel romanzo la città viene rasa al suolo e Johnny si limita a pensare che sia un episodio orribile, ma che finalmente faceva capire anche ai tanto odiati borghesi che nella galassia era in corso una guerra. Solo molto più tardi Johnny scopre che sua madre si trovava a Buenos Aires il giorno che fu distrutta, ma a quel punto Johnny è già un soldato fatto e finito, ha già perso molti compagni in guerra ed affronta il dolore accettandolo e andando oltre.

A questo punto i protagonisti degni di nota nel romanzo sono finiti, Johnny nel suo cammino incontra molte persone, nessuna delle quali ha particolare rilevanza per la trama, ma due sono le figure che sembrano influenzare più di tutte la vita di Johnny, ritornando più volte ad incrociarne il cammino.

Essi sono il Sergente Zim ed il professore di storia e filosofia Dubois, non certo le due fanciulle come accade sullo schermo.

Veniamo ora alle vicende.

Il libro, per gettare subito il lettore nell’avventura, apre con un’azione di guerriglia che temporalmente si svolge a più di metà libro (che sono le 38 pagine citate più sopra), è il primo capitolo del romanzo e serve come scusa al protagonista per raccontarci la sua storia.

Nel primo capitolo Johnny Rico, il protagonista principale nonché io narrante, è già vicecaposquadra di uno degli squadroni di fanteria dei Rompicolli di Rasczak, impegnato con tutta la truppa in un’azione di disturbo su un pianeta occupato dai Ragni e dai Pelleossa (una razza aliena non utilizzata nel film) o come dice il romanzo: “… una dimostrazione di potenza bellica a scopo intimidatorio.”

 

Ovvero la Fanteria dello Spazio scende sul pianeta e rade al suolo città intere, centrali elettriche o nucleari, fabbriche e ovviamente qualsiasi cosa si muova e non sia un essere umano.

Il romanzo non descrive la civiltà dei Ragni, ma fa comunque ben capire che ne esiste una, seppur più simile a quella degli insetti che non a quella degli umani. Vengono infatti distinti operai, guerrieri e cervelli, inoltre gli alieni del romanzo utilizzano armi negli scontri e poi, come già detto, costruiscono città.

Nel film anche questo aspetto viene eliminato, i ragni sono solo grossi mostri da B movie anni ’50, con enormi zampe che squartano e scavano prendendo ordine da ragni cervello.

In entrambi i casi però il punto di vista degli alieni non è preso in considerazione, il film ha mantenuto il messaggio del romanzo: il nemico è il nemico e va sterminato.

Anche il film apre con un’azione di guerra, che però si svolge solo un anno dopo dall’inizio della vicenda ed è inserita in un filmato di guerra trasmesso da un telegiornale.

Notiziari televisivi conditi di propaganda bellica che incitano all’arruolamento e decantano le meraviglie della guerra e dell’esercito ritornano per tutto il film.

Probabilmente l’intento di Verhoeven, il regista, era quello di fare dell’ironia e dalla critica, ma fallisce ne suo intento rendendo il film ridicolo.

La scena di apertura del film mostra solo la guerra in atto, con Rico e la sua squadra nel pieno dello scontro.

Nel romanzo durante l’operazione uno dei fanti di Rico, viene ferito gravemente e muore durante la ritirata. Nulla di grave per la storia, nel romanzo se ne vedono molti morire, ma per questo articolo il dato è rilevante in quanto il fante in questione si chiama Dizzy Flores.

Nel film il soldato qualunque Dizzy Flores, uomo, viene “operato” diventando il soldato Dizzy Flores, donna, innamorata di Rico dai tempi del liceo.

  







Dopo questa introduzione per spiegare a lettori e spettatori di cosa tratta la vicenda entrambe le versioni riprendono da Johnny diciottenne che sta terminando il liceo.

La lezione di storia e filosofia con cui aprono romanzo e film è la medesima, ma ha tenere la lezione nel romanzo è il professor Dubois, ex tenente colonnello della fanteria mobile spaziale.

Per tutto il romanzo Johnny rammenterà le sue lezioni, soprattutto quando il destino lo metterà davanti agli stessi interrogativi su cui il professore cercava di farlo ragionare da studente.

Un momento importante nel romanzo si ha quando Johnny preso dallo sconforto e dallo sfinimento è sul punto di abbandonare il campo di addestramento, ma una provvidenziale ed inaspettata lettera da parte di Dubois gli fa cambiare idea. Dubois rivelando a Johnny di essere un ex militare gli confessa quanto la decisione del ragazzo di essersi arruolato nella fanteria lo abbia reso orgoglioso e lo incoraggia a tener duro.

Da quel momento i due iniziano una corrispondenza.

Nel film Dubois viene eliminato e soppiantato da Rasczak a cui viene affidato il doppio ruolo di professore e capo dei Leoni di Rasczak (nella versione italiana del film, mentre nel romanzo sono i Rompicolli di Rasczak).

Del Dubois letterario il Rasczak filmico mantiene il moncherino, ma se nel romanzo gli arti artificiali sono tali da non distinguersi da quelli veri, nel film si vedono pacchianissimi “arti meccanici”.

Nel film Johnny, Flores, Carl e Carmen sono compagni di classe, mentre nel romanzo solo Carl e Carmencita Ibanez (con la tilde sulla n), la ragazza più bella ed intelligente della scuola, sono presenti.

Nel romanzo è Carl a convincere Johnny ad arruolarsi dopo il liceo e non la filmica fidanzata Carmen, che nel libro è solo una conoscente.

Nel romanzo però accade una cosa anche più sciocca di quella del film; nel secondo caso Johnny si arruola per seguire la sua fidanzata, nel primo caso invece Johnny si lascia dissuadere dai suoi genitori, ma non avendo il coraggio di confessarlo a Carl accompagna ugualmente l’amico al centro di reclutamento, intenzionato solo all’ultimo ad ammettere di aver cambiato idea. Giunti al Palazzo Federale però i due ragazzi incontrano per caso Carmencita e ne restano ancora più affascinati quando lei spiega di essere lì per arruolarsi, così Johnny per pavoneggiarsi asserisce di trovarsi in quel luogo col medesimo scopo e a fine giornata è arruolato nella fanteria mobile, l’unico reparto che non lo ha respinto, non eccellendo lui in nessuna materia scolastica e non avendo alcuna particolare abilità.

Pur essendo una semplice comparsa nel romanzo, Carmen è l’unico personaggio di cui viene fornita un’accurata descrizione. Carmen è “una delle più deliziose rappresentanti del suo sesso”, “non usciva mai due volte con lo stesso ragazzo”, fisico atletico, campionessa di tuffi e bravissima in matematica, “così bella che non veniva in mente a nessuno che potesse anche avere un cervello”, piccola e minuta con splendidi occhi scuri e luminosi capelli neri che una volta arruolata porterà anche lei rasati a zero.

Nel film viene creata attorno a Carmen la trama secondaria, che ci permette di vedere come si svolge la vita sulle astronavi permettendo allo spettatore di godere anche di scontri nello spazio.

A questo scopo viene creato da zero il personaggio di Zander e tutto quello che lo riguarda, imbarcato sulla Rodger Young con Carmen sotto il comando del Capitano Deladrier.

Nel romanzo è sempre Johnny a descriverci la vita sulle astronavi, in cui esistono reparti separati per uomini e donne, che non si mischiano mai, tanto che uno dei piaceri dei fanti è il servizio di guardia alle porte che separano la zona maschile da quella femminile. Una delle poche occasioni che gli uomini hanno di vedere, e solo veder passare, le “leggiadre creature”.

La Rodger Young è si sotto il comando del Capitano Deladrier, ma è la stessa Deladrier a pilotarla ed ella è “un pilota che è veramente un’artista”, non Carmen come nel film.

La vita al campo di addestramento nel romanzo è molto articolata ed il film ne conserva solo pochi episodi, apportandovi ovviamente qualche piccola modifica.

Quando Zim si presenta alle nuove reclute in entrambe le opere chiede se qualcuno dei presenti ha il coraggio di sfidarlo. Se nel film è l’aggressiva Flores a riuscire a colpire l’istruttore dopo i fallimentari tentativi dei suoi compagni, nel film è la recluta Shujumi, campione di judo, a terminare lo scontro alla pari dopo che diverse reclute erano state atterrate. Zim esprime a Shujumi tutto il suo rispetto, orinandogli addirittura di tenere un corso di judo per tutti i suoi compagni.

Uno degli episodi più classici e scontati del film vede coinvolti Zim ed Ace Levy, il quale durante l’addestramento coi coltelli da lancio si lamenta del fatto che è inutile allenarsi con un arma poco efficace come un coltello, mentre è in atto una guerra che fa uso di armi nucleari. Per tutta risposta il duro sergente Zim chiede a Levy di mettere una mano su una parete e… swim! Gliela inchioda lanciando il coltello, per dimostrargli che se privi di un arto il nemico le armi nucleari gli serviranno a ben poco se è privo dei mezzi per attivarle.

A prendersi una coltellata a questo punto è ancora una volta il romanzo nel quale lo stesso episodio ha un diverso esito. I protagonisti sono Zim e la recluta Ted Hendrick che pone al sergente la stessa domanda.

Se lo Zim cinematografico è più alla Full Metal Jacket, quello letterario è un guru che spesso usa toni paterni, pur rimanendo severo. Infatti alla domanda della recluta risponde con un lungo discorso “filosofico” che parte dal “…non esistono armi pericolose, ma solo uomini pericolosi”, per arrivare a “…la guerra non è violenza fine a sé stessa, ma violenza controllata tesa ad uno scopo ben preciso.”

Nessuno si fa male in questo episodio, ma il personaggio Ted Hendrick, che nel film non è stato utilizzato, nel libro ha invece un’importanza fondamentale per la crescita militare di Rico.

Hendrick dopo aver disubbidito a Zim durante un esercitazione risponde con violenza alla ramanzina del sergente colpendolo con un pugno.

Zim farà di tutto per giustificare il comportamento di Ted, ma l’irruenza del giovane lo porterà direttamente davanti alla corte marziale, che lo giudicherà colpevole di insubordinazione e lo condannerà alla fustigazione e all’espulsione dall’esercito.

La fustigazione di Ted colpisce al punto le reclute, che molti (Rico compreso) svengono durante l’esecuzione e successivamente staranno bene attenti a non sgarrare.

Nel film vediamo un Rico arrampicatore che vuole fare carriera e appena nominato capo squadra capo squadra causa accidentalmente la morte di uno dei suoi uomini in uno scontro a fuoco con armi vere (il romanzo gioca invece alla roulette russa, solo un colpo su 50 non è a salve).

Rico viene fustigato e riprende servizio grazie alla buona parola che Zim mette per lui con il superiore.

Anche il Rico letterario viene fustigato, ma rispetto all’episodio di Ted passa in secondo piano.

Sempre durante un’esercitazione in cui Johnny è al comando della squadra, il ragazzo lancia una finta bomba atomica in una zona che secondo lui è sgombra dai compagni, ma Johnny si sbaglia, non muore nessuno, ma viene processato e fustigato per aver messo comunque in pericolo la vita dei compagni.

Terminati gli anni di addestramento al campo, Johnny viene imbarcato su diverse navi, per poi approdare sulla Rodger Young come membro dei Rompicolli di Rasczak.

Johnny parteciperà a diverse battaglie fino a quando un suo compagno anziano un certo “Ace Levy” lo convincerà ad iscriversi alla scuola ufficiali.

Johnny si lascia convincere ed inizia un nuovo ciclo di studi, anche questi descritti da Heinlein con dovizia di particolari.

E’ in questo periodo che per caso Rico incontrerà di nuovo Carmen uscendoci a cena una volta ed in questa rimpatriata scopriamo che Carl è morto durante uno scontro, mentre era imbarcato come meccanico elettronico su un’astronave.

Quando Rico termina gli studi ed è nominato sottotenente provvisorio, la guerra contro i ragni infuria e vengono chiamati in servizio quanti più uomini possibile. Tra questi Johnny rincontrerà suo padre, con il quale avrà modo di riconciliarsi, visto che da quando si è arruolato non aveva più avuto contatti con lui.

Johnny è a questo punto imbarcato sull’astronave Tourus ed è sottotenente provvisorio delle Guardie nere di Blackie ed in viaggio per il pianeta P dove si svolgerà la battaglia che conclude il romanzo.

Il film fa della battaglia sul Pianeta P un altro massacro splatter, come poche scene prima era stato su Klendathu.

In entrambi i casi la missione è trovare un cervello.

Nella versino filmica mente la battaglia infuria Johnny ed un manipolo di uomini corrono a salvare Carmen e Zander in una caverna dei ragni.

I due ci sono finiti dopo un travagliato atterraggio di fortuna in seguito alla distruzione della Rodger Young. Al povero Zander un aracnide fa tempo a succhiare in cervello, ma i Leoni arrivano puntuali a salvare Carmen.

La battaglia termina con un successo, gli umani hanno catturato un cervello, per la precisione è stato Zim. Ora si potrà studiare un modo davvero efficace per attuare un genocidio. Urrà!

Nel finale il ritrovato trio di amici composto da Rico, Carmen e Carl esulta gioioso per il bel massacro e si prepara a ricominciare.

In chiusura un bellissimo spot che li vede protagonisti ci invita a prendere parte al magnifico mondo militare per disinfestare la galassia.

Verhoeven nel fare ironia sbaglia mira centrando e affondando il film.

Nel romanzo invece è inizialmente tutto tranquillo sul Pianeta P, per esplorare i cunicoli sotterranei dei ragni scende sul pianeta un ragazzo, descritto come uno zombie, che con i suoi poteri psichici disegna ad occhi chiusi tutta la rete di gallerie.

Da qui il film trae lo spunto per gli uomini dotati di poteri psichici in cui inserisce anche Carl.

Improvvisamente la situazione precipita, i ragni si gettano a fiumi fuori dalle caverne e i fanti sono travolti.

Rico non spara un colpo perché si accorge che non sono guerrieri, ma operai e quindi non gli faranno nulla.

Mentre cerca di liberarsi dalla ressa riceve una chiamata di soccorso, deve salvare la squadra che ha catturato il cervello, intrappolata nei sotterranei.

Rico accorre e lottando con coraggio recupera Zim che tiene stretto tra le braccia un ragno cervello.

E sì, scordatevi i ragni super giganti del film, qui al massimo sono due otre volte un uomo.

Dopo questa grande vittoria la guerra continua ed il romanzo chiude con Johnny che diversi anni dopo è a capo dei Rompicolli che si prepara a sbarcare dalla sua amata Rodger Young per un’altra battaglia, perché ogni anno è un piccolo passo verso la vittoria, ma nel frattempo giù su un altro pianeta a sterminare ragni.

Trattandosi di un film di SF, ricco di effetti speciali e fatto almeno quarant’anni dopo il romanzo, verrebbe da pensare che l’aspetto tecnologico sia più curato e futuristico di quanto Heinlein si fosse immaginato negli anni cinquanta, invece il film ci regala una tecnologia pressoché standard per la SF, per nulla innovativa o originale, censurando i pochi aspetti interessanti sviluppati da Heinlein.

Il film ci mostra astronavi che viaggiano più veloce della luce, alieni bacherozzi giganti e niente più. Un po’ misero direi…

In alcuni casi scopiazza anche dalla vera fantascienza. Per esempio quando i fanti vengono sganciati dalle astronavi con delle navicelle per sbarcare sui pianeti, uno dei voli è la pessima copia dello stesso momento di Aliens.

E quando Rico, ferito a morte da un ragno, si sveglia intubato e con un boccaglio, completamente immerso e fluttuante in una vasca robotizzata che lo sta curando, a Luke Skywalker è venuta la pelle d’oca.

Heinlein pur ignorando molti aspetti, si prodiga non solo nella tecnologia, ma anche nella fantapolitica che il film vede da lontano.

Se per quanto riguarda le astronavi l’autore ci dice solo che viaggiano più veloci della luce grazie alla propulsione Cherenkov, dal nome dell’omonimo fisico, per quel che concerne le armi in dotazione ai fanti scende nei dettagli.

Il film censura le tute potenziate di Heinlein, l’armamento che rende ogni fante un piccolo esercito a sé stante.

Questo grosso esoscheletro è dotato di tutto: bombe H, bombe Y, “confetti” atomici, ogni sorta di fucile, visori speciali, collegamento radio con ogni membro del gruppo, in più tiene sotto costante controllo le condizioni fisiche dei suoi ospiti. Le tute potenziate permettono di spostarsi a grande velocità, di saltare in cima ai palazzi con un balzo e vi proteggono dalle condizioni climatiche esterne.

Sono così efficaci che un solo fante tiene sotto controllo diversi chilometri quadrati di terreno da solo, altro che combattimenti sanguinosi spalla a spalla!

In più i fanti non scendono sui pianeti con le navicelle, ma ci vengono letteralmente sparati sopra, dentro capsule monoposto dalle astronavi in orbita.

Vediamo ora qualcosa del creatore della Fanteria Spaziale.

Robert Heinlein nacque in una piccola cittadina del Missouri, Butler, ma trascorse l’infanzia a Kansas City, terminate le scuole superiori si iscrisse all’accademia navale di Annapolis diplomandsi nel 1929.

Heinlein rimase in marina fino al 1934, quando fu congedato perché affetto da tubercolosi polmonare.

La sua vita militare ha influito molto sulla sua produzione letteraria, proprio come in Fanteria dello Spazio totalmente incentrato su ideali di fedeltà, comando e vita militare.

Heinlein si dedicò quindi allo studio della Matematica e della Fisica, ma non terminò mai i corsi all’università di Los Angeles presso la quale era iscritto.

Durante tutta la sua vita fu molto attivo in politica, ma non venne mai eletto a nessuna delle cariche per cui concorse.

Iniziò a dedicarsi alla scrittura alla fine degli anni trenta continuando poi per tutta la vita fino al 1988, anno della sua morte.

Heinlein ebbe davvero una vita piena, fu ingegnere aeronautico civile durante la Seconda Guerra Mondiale, si sposò tre volte, fu attivo in politica, scrisse delle voci per l’Enciclopedia Britannica, scrisse la sceneggiatura del film “Destinazione Luna” collaborando anche agli effetti speciali del film, che poi vinsero l’oscar, e fu, ma ancora è, uno dei più grandi scrittori di fantascienza della storia.

Robert Heilein scrisse Fanteria dello Spazio nel 1958 e all’epoca era lo scrittore di fantascienza più amato e pagato e, anche se ora è difficile da crede, il suo nome oscurava anche quello di Asimov.

Negli U.S.A. quelli erano gli anni delle grandi riviste di fantascienza, sulle cui pagine hanno fatto capolino tutti gli scrittori “storici” della fantascienza americana ed Heilein non fa eccezione, ma la pubblicazione di Starship Troopers gli diede non pochi problemi.

Fanteria dello Spazio doveva essere un libro per ragazzi, uno dei tanti scritti da Heinlein per la casa editrice Scribner’s, ma dopo averlo letto la Scribner’s lo rifiutò, considerandolo troppo militarista e xenofobo.

Ne nacque un conflitto che portò Heinlein ad abbandonare il suo editore, ma lo scrittore non si arrese e riuscì a pubblicare il romanzo nel ’59, che nonostante le feroci critiche per le idee espresse in esso, vinse il premio Hugo nel 1960.

Sul regista Paul Verhoeven dico solo una cosa: RoboCop (1987).

Nel cast troviamo:

Casper Van Dien … Johnny Rico
Dina Meyer … Dizzy Flores
Denise Richards … Carmen Ibanez
Jake Busey … Ace Levy
Neil Patrick Harris … Carl Jenkins
Clancy Brown … Zim
Patrick Muldoon … Zander Barcalow
Michael Ironside … Jean Rasczak
Brenda Strong … Capitano Deladrier


Ognuno di loro ha avuto a che fare con il cinema, ma è nelle produzioni televisive e nei telefilm che si aggirano attualmente.

Il caso più curioso qui è quello di Brenda Strong, che attualmente conosciamo come una delle casalinghe disperate, che muore in Starship Troopers come capitano Deladrier e resuscita per poi morire ancora, in un ruolo da ufficiale di fanteria, in Starship Troopers 2.

Attorno a Fanteria dello spazio si è creato un vero e proprio universo, storie collaterali, giochi di ruolo, prossimamente il terzo film.

Speriamo solo che l’universo che orbita attorno all’idea originale sia diverso da quello del romanzo che del film, altrimenti la scelta tra classico maschilismo e ridicolo machismo diventa davvero ardua.

Heinlein non fa del razzismo tra gli uomini se pure vuole sterminare una razza aliena, ma da per scontato il maschilismo della sua generazione. Infatti più di una volta Rico vedendo una donna pensa: “infondo è per loro che combattiamo”. E benché Heinlein dica che le donne siano fisicamente più portate a guidare le astronavi e siano donne i piloti migliori, lo scrittore tranquillizza i ragazzini che scrivendo che comunque con loro alla guida si balla sempre un po’ e ti fanno prendere certe botte che uno eviterebbe volentieri.

E naturalmente non ci sono donne tra i fanti! Quindi scordatevi le camerate miste del film.

Nel film invece la parità dei sessi è una necessità, siamo alla fine degli anni novanta e un film del genere non può permettersi di essere sessista se vuole vendere. Come Heinlein non poteva che essere maschilista per non scandalizzare i ragazzini e i loro genitori.

Comunque, non apprezzando granché il film, io ne consiglio la visione supportata dalla lettura del romanzo che ne colma le immense lacune, soprattutto dal punto di vista sociale.

E’ interessante, sapete che nel romanzo le frustate hanno salvato la società dalla depravazione morale?

Si può non essere d’accordo con Heinlein, ma io consiglio comunque di ascoltare le sue argomentazioni, soprattutto quando si dilunga sull’importanza di essere un cittadino e di cosa sia la responsabilità di voto che si acquisisce divenendolo; oppure su come vadano intese la guerra e la violenza. Fanno riflettere.





                                                                                                                               di Ilenia Bresciani
   
Italian Klin-Zha Society Copyright
     
 
Ultimo Aggiornamento: 24-01-2009