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“Pirati”
 
Marte: un vecchio Capitano incontra un giovane parigrado e lo accompagna in uno strano locale dove sono ammessi solo uomini che comandano navi potenti e dove il primo giro è gratis solo se si racconta
un’avventura.
Il Capitano James T. Kirk al comando dell’astronave Enterprise è reduce da una delle sue prime missioni, purtroppo una delle più tristi e che a lungo rimarrà nella sua memoria. In quest’incarico ha perso il suo
fedele amico Gary Mitchell oltre ad altri due preziosi elementi del suo equipaggio. Una chiamata d’emergenza lo salva dai rapporti
da compilare e dalla pignoleria del suo nuovo Primo Ufficiale il Signor Spock. Soccorrono una nave mai vista che trasporta
membri di due razze: gli Anjiri e i Nikkus. Il loro vascello sembra essere stato attaccato da navi pirata; o almeno questo s’intuisce, il traduttore universale questa volta non è d’aiuto e questo da spazio ad
alcuni fraintendimenti.
Vent’anni dopo proprio alcuni Nikkus ribelli  rischiano di far scoppiare una guerra tra Federazione e Klingon.
Questa volta è il Capitano Hikaru Sulu ad entrare in contatto con le due razze. Il suo primo incarico con la nuova astronave Excelsior è a dir poco
movimentato.
Dapprima si trova coinvolto in un attacco da parte di pirati alieni alla base Deep Space Three, durante quest’ultimo subisce il furto dell’ultimo modello di navette della Federazione e se non bastasse tutto ciò, è costretto ad inseguire le navi ostili colpevoli del rapimento di alcuni membri del suo equipaggio, compreso il Primo Ufficiale Pavel Chekov.
Ritrovatosi in grossi guai è costretto a chiedere aiuto ad un vecchio Capitano: James T. Kirk.
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Terzo romanzo della collana “La tavola del Capitano” pubblicata da Fanucci Editore nel 1998. Autore L.A.Graf, scrittore piuttosto prolifico nell’ambito della saga Star Trek e che incontreremo ancora in altre recensioni.
Romanzo in un certo senso particolare, anche se inserito all’interno di una collana questo libro si discosta dai
precedenti, e da quelli che seguiranno , perché sono due i Capitani a raccontare lel oro avventure.
L’autore ha composto il romanzo dedicando un capitolo a testa ai due Capitani, dando così una visione d’assieme alle vicende veramente completa; anche se all’inizio lascia il lettore disorientato ma è solo una questione d’abitudine
Lentamente l’avventura si unifica e porta i due Capitani a risolvere il mistero di due razze che sembrano interagire fra di loro: gli Anjiri e i Nikkus.
Le razze aliene sono descritte bene e i problemi di traduzione e interpretazione linguistica rendono ancora più curiosa l’interazione con i nostri eroi.
A proposito di questi ultimi ovviamente Kirk e Sulu sono padroni della scena, perché sono loro a raccontare le vicende.Gli altri personaggi hanno spazio molto marginalmente nelle vicende a parte Uhura che si merita uno spazio tutto suo, essendo l’addetta alle comunicazioni sull’Enterprise e inventrice di un traduttore che funzioni con le due razze aliene.
Fa piacere rincontrare in questo romanzo un personaggio quasi dimenticato come Janice Rand, addetta alle comunicazioni, e un giovanissimo Tuvok che diventerà famoso come Capo della sicurezza
della Voyager, imbarcati entrambi sull’Excelsior di Sulu.
                                                                                                                             di Siro Sanvito

   
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Ultimo Aggiornamento: 29-07-2010