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Astroboy

Metro City, lo scienziato Tenma, padre dei robot tuttofare che sostituiscono gli umani nei compiti più gravosi, perde il figlio durante la dimostrazione di una potente arma da guerra, a causa del suo malfunzionamento.
Preso dalla disperazione, si propone di costruire un robot che lo sostituisca;
con un azzeccato mix di robotica e ingegneria genetica riesce nell'intento.
Il ragazzo è in tutto e per tutto identico al defunto figlio ma ciò non basta agli occhi del suo creatore, esso rimane un giocattolo, un involucro vuoto che non gli dà le stesse sensazioni che provava con il figlioletto. Purtroppo le capacità del robot vanno ben oltre le aspettative del padre, esso è dotato di sentimenti e non sapendo ancora di essere un automa al padre vuole bene e vive con dolore il suo distacco.








Lo scienziato scoperto dalle autorità, confessa il misfatto e consegna la sua creatura alla divisione militare.
Determinate situazioni porteranno l'automa a scoprire il mondo che esiste e vive sotto la città galleggiante Metro City, sulla superfice terrestre.




Questo lungometraggio americano si rifà nettamente alla creatura di Osamu Tezuka, disegnatore di manga che nei lontanissimi anni 50 concepì questa storia di moderno pinocchio che divenne uno dei suoi più grandi successi, avendo molta fortuna sia sulla carta che in tv.
Purtroppo in questo caso siamo di fronte ad un prodotto che non fa onore alla vecchia tradizione nipponica con tutti i suoi simbolismi e le sue intrinseche verità e in maniera assoluta all'animazione americana che in questi ultimi anni ha raggiunto livelli incredibili.

Il prodotto è sicuramente indirizzato ad un
pubblico infantile, troppo scontata la trama che deficita di un costrutto e una continuità che la rendono veramente banale e scialba, i personaggi a livello grafico cercano di riproporre i tratti caricaturali caratteristici del manga originale e lo fanno in maniera
goffa, mentre "caratterialmente" sono troppo
prevedibili e fin troppo infantili.
Le tematiche affrontate sono sempre le solite, decadenza del potere politico,la guerra come strumento di controllo, l'approccio alla "diversità" e l'amicizia che trionfa su tutto...
Meglio una serata in casa con latte caldo e il dvd di "Cars" nel lettore... sorbole Luigi!!!!


di  Gabriele Manenti


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Ultimo Aggiornamento: 24-04-2010