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| Da una storia vera: come si diventa klin’zha-dipendenti | |||||||
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Giorno imprecisato del febbraio 2008: navigando sfaccendata sul sito dello STIC, mi imbatto nella scritta “Concorso di fantamodellismo – clicca qui per info”. Mi si apre la homepage di un sito mai visto, che all’inizio classifico come “uno di quelli con tante foto di klingon”; spinta dalla curiosità, mi ritrovo però a leggere le regole del gioco che dà il nome al sito: il klin’zha! Scarico le regole e, grazie alla magica voce “Contatti”, vengo a sapere che a Cartoomics ci sarà un banchetto per giocare! Certo, Milano è un po’ lontanuccio, ma troverò qualcuno con cui andare… Domenica 30 marzo: sola ma determinata, salgo sul treno che da Chivasso mi porterà a Milano. Una volta arrivata, trovare la strada non si rivela un problema: basta seguire le orde di ragazzi mascherati da fumetti manga! |
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È finalmente l’ora della mia prima partita, che perdo contro la nostra Presidentessa Michela! Il gioco però mi appassiona, non tanto per l’origine stravagante, quanto per la libertà che viene data al giocatore nel disporre i pezzi: al contrario che negli scacchi, ci si può comportare come un vero stratega fin dal principio, ideando schieramenti e tattiche come veri condottieri, in modo che ogni partita possa essere una nuova, diversa e appassionante sfida! È anche un modo per ampliare la propria mente, infatti ci si può scontrare con strateghi super-organizzati (Angelo e il suo quadernetto), combattenti che seguono l’impeto del momento (Ilenia) e tanti altri diversi caratteri con cui arricchirsi e da arricchire. |
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“Klin’Zha! È un gioco klingon!” rispondo sempre io con noncuranza, come se fosse scontato. Un mio compagno non si arrende: “Ma è thailandese?” “No, klingon!” rispondo imperterrita. “Cioè… thailandese?” “No, klingon!” “Ah… ma quindi? Thailandese?”… Per motivi di spazio non starò a riportare l’intera conversazione :-), comunque sia sono riuscita ad interessare tre o quattro algebristi (non sanno resistere a cose che si muovono per rototraslazioni…) e ad incuriosire i loro amici. Certo, il tempo per giocare è sempre poco, soprattutto sotto esami, ma non dispero di riuscire ad organizzare delle “giornate klin’zha” dopo la sessione di luglio, quando nessuno sarà più oberato da appelli vari. Perciò, se quest’estate non avete niente da fare, venite a fare una partitina, anche solo con Vassal; o volete perdevi l’occasione di battere un topologo? |
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| di Ilaria Stura |
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Ultimo Aggiornamento: 24-01-2009
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