Wonder Woman, film

Wonder Woman, film

Titolo originale: Wonder Woman

Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 141 min
Regia: Patty Jenkins
Sceneggiatura: Allan Heinberg
Produttore: Zack Snyder, Deborah Snyder, Richard Suckle, Charles Roven
Casa di prod.: Warner Bros. Pictures, Cruel and Unusual Films, DC Entertainment, Dune Entertainment, Atlas Entertainment, Tencent Pictures, Wanda Pictures
Distrib. (Italia): Warner Bros. Pictures

Interpreti e personaggi

Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Chris Pine: Steve Trevor
Robin Wright: Generale Antiope
David Thewlis: Ares / Sir Patrick Morgan
Danny Huston: Gen. Erich Ludendorff
Elena Anaya: Isabel Maru / Dottor Poison

 

Connie Nielsen: Regina Ippolita
Lucy Davis: Etta Candy
Saïd Taghmaoui: Sameer
Ewen Bremner: Charlie
Eugene Brave Rock: Il Capo
Lisa Loven Kongsli: Menalippe

di Tiziana Privitera

Il primo giudizio che mi viene in mente pensando a Wonder Woman è che è un bel film, che supera egregiamente il debutto cinematografico di questa supereroina targata DC. Chi, come me, è però cresciuto con l’icona Lynda Carter e si appresta a vedere questa Wonder Woman deve assolutamente scindere le due incarnazioni, altrimenti si corre il rischio di non “comprendere” il personaggio cinematografico e di non riuscire ad apprezzarne la storia.
Nel contesto del film infatti la Wonder Woman che tutti noi probabilmente abbiamo in mente è ancora in via di formazione (del resto veniva presentata così nella prima stagione della serie televisiva che qui in Italia è rimasta inedita fino al 2012 offuscando in pratica la genesi del personaggio); il suo nome da supereroina infatti non viene pronunciato neppure una volta ed anche il costume non è quello “a stelle e strisce” da sempre associato alla bandiera americana.
Detto questo il film è un misto di ironia e potenza visiva che ben si equilibrano. Diana alla scoperta del mondo al di fuori della sua isola ed i tentativi di adattarsi alla vita dei comuni mortali sono a tratti esilaranti, così come di sicuro impatto scenico sono le scene di lotta, dagli allenamenti delle amazzoni, alle battaglie contro le truppe naziste, fino allo scontro titanico con Ares (che magari scegliere un attore un po’ più cazzuto e meno stile nonno per poi vestirlo con un’armatura che neanche i Cavalieri dello Zodiaco, forse avrebbe giovato, ma va bè…).
E poi c’è lei! Gal Gadot è assolutamente perfetta, magistrale in qualsiasi scena, dialogo, o combattimento; assolutamente credibile sia come Diana Prince, sia come Wonder Woman. Anche il generalmente sciupafemmine Chris Pine se la cava bene come spalla della supereroina ed è anche per questo ribaltamento dei ruoli maschio/femmina, per altro con un’alchimia ben riuscita e mai artificiosa, che il film regge.
In conclusione Wonder Woman è un bel film, da vedere e che fa ben sperare per futuri sequel e/o apparizioni della nostra supereroina nel mondo della, per ora in effetti un po’ maschilista, DC Comics cinematografica. •

pubblicato su Fantazone n° 36 – agosto 2017

The War – Il pianeta delle scimmie

The War – Il pianeta delle scimmie

Titolo originale:
War for the Planet of the Apes

Lingua originale: inglese, ASL
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 140 min
Regia: Matt Reeves
Sceneggiatura: Mark Bomback, Matt Reeves
Produttore: Peter Chernin, Dylan Clark, Rick Jaffa, Amanda Silver
Casa di prod.: Chernin Entertainment
Distrib. (Italia): 20th Century Fox

Interpreti e personaggi

Andy Serkis: Cesare
Karin Konoval: Maurice
Amiah Miller: Nova
Woody Harrelson: Col. J. Wesley McCullough
Ty Olsson: Red

 

Gabriel Chavarria: predicatore
Steve Zahn: Scimmia cattiva
Judy Greer: Cornelia
Terry Notary: Rocket
Roger R. Cross: capitano

di Pier Giuseppe Fenzi

Che posso dire? Questo film, quasi di sicuro, entrerà nella mia personale cinquina di produzioni più riuscite del 2017.
Credo si possano contare sulle dita di una mano i casi in cui il secondo sequel a un film di successo è, in realtà, il migliore della trilogia: WAR è l’apoteosi qualitativa di un trittico di pellicole che non hanno fatto altro che crescere e migliorarsi, anno dopo anno.
E non è solo questione di tecnologia che, si sa, evolve a una velocità spaventosa, consentendo oggi cose che, solo pochissimi anni fa, parevano impossibili; in questo caso c’è stata una crescita generale, soprattutto dal punto di vista delle sceneggiature e delle regie, che hanno trasformato una saga fantascientifico/spettacolare in qualcosa di assai più profondo, una meticolosa allegoria sociale e politica, ben al di là della mera trama fantastica che, pur non scevra a suo tempo di elementi metaforici e messaggi tutt’altro che banali, aveva reso celebre la saga fantastica inaugurata nel 1968 dal lungometraggio di Franklin Schnaffer, un evergreen intramontabile (cui, anche in questo caso, si strizza spesso l’occhio, con citazioni e omaggi).
Se il primo film del nuovo ciclo è stato un ottimo inizio, con l’arrivo di Matt Reeves alla regia e sceneggiatura del secondo e terzo capitolo, l’epopea scimmiesca ha immediatamente impennato verso l’alto, culminando in questo apogeo artistico che è un vero film d’autore, e non mero entertainment (comunque presente in più di un frangente).
Un plot felice, personaggi scritti con cura, perfetto equilibrio tra introspezione e azione, dove l’effetto speciale non è solo orpello stilistico, bensì qualcosa di fondamentale, elemento senza il quale il film non potrebbe funzionare. Mai come ora i primati che appaiono sullo schermo sono stati tanto realistici: merito certo dei tecnici che lavorano al computer ma, soprattutto, degli attori che hanno fornito espressioni e movimenti per la performance capture da trasformarsi in animazioni sempre più verosimili.
Il principale attore “umano”, in un ruolo scomodo, è il bravo Woody Harrelson, trasformato per l’occasione in una sorta di riproposta del folle Colonnello Kurtz di CUORE DI TENEBRA (e, di riflesso, di APOCALYPSE NOW), individuo fanatico, ossessionato dalle sue fobie, dunque un villain di spessore. La parte da leone la fanno ovviamente le scimmie, con un Andy Serkis in stato di grazia che, ancora una volta, offre una recitazione strabiliante, conferendo allo scimpanzé Cesare una gamma di espressioni che gli permettono di dare enorme profondità al suo personaggio, interagendo al meglio sia con gli attori in carne e ossa, sia con gli altri, tutti bravissimi, che vengono trasformati dai maghi degli FX in gruppi di primati intelligenti.
Menzione speciale per la piccola Amiah Miller, una giovanissima attrice qui al suo debutto nel ruolo di Nova: bravissima e spontanea, regala sguardi da artista consumata.
La fotografia, curata nuovamente da Michael Seresin, contribuisce ad amalgamare il reale al virtuale in un ensemble privo di qualsivoglia sbavatura: l’estetica del film è la perfetta evoluzione di quella del precedente.
Torna anche un altro nome imprescindibile, quello del compositore Michael Giacchino che, con questa partitura, si prenota per il suo secondo Oscar: la colonna sonora di WAR è uno dei migliori lavori del nostro, tra sonorità ancestrali, ritmi tribali e melodie che amplificano le già grandi emozioni suscitate dalle immagini. La musica, in questo caso, emerge e si fa notare anche da coloro che, normalmente, non vi badano: siamo, per fortuna, distanti anni luce dagli score tutti uguali che ammorbano i film attuali!
A concludere, se già avete amato o semplicemente gradito i due precedenti episodi, straconsiglio questo nuovo viaggio sul Pianeta delle Scimmie. Qualora invece abbiate perso i film che l’hanno preceduto, è necessario recuperarli prima di affrontare la visione di WAR.
Quando il cinema sa ancora essere meraviglioso! •

pubblicato su Fantazone n° 42 – ottobre 2020